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Mantova SocietÓ Negoziazione con i comuni: i sindacati fanno il punto

Negoziazione con i comuni: i sindacati fanno il punto

Lascia un commento | Tempo di lettura 433 secondi Mantova - 01 Dec 2017 - 09:26

La negoziazione sociale nel mantovano da molti anni rappresenta un punto di forza dell’attività sindacale, finalizzata a tutelare la parte più fragile della cittadinanza, attraverso una rete che coinvolge tutte le nostre strutture locali e i coordinatori di zona, in diretta collaborazione con le Segreterie territoriali di CGIL - CISL – UIL, Pensionati e Confederali.

Tale attività si svolge a partire dalla costruzione di una piattaforma condivisa da sottoporre prima del bilancio di previsione all’attenzione dei Sindaci per orientarne le scelte.

Nel 2017 si è aperto il confronto con 56 comuni, per un totale di circa 100 incontri e con il risultato della sottoscrizione di 53 verbali, suddivisi in 33 di accordo e 20 di incontro, un risultato che conferma sostanzialmente quello dello scorso anno.

Il risultato del nostro lavoro ha riguardato circa 350.000 cittadini della provincia di Mantova. Quindici comuni hanno approvato il bilancio senza incontro né accordo: Acquanegra sul Chiese, Casaloldo, Casalromano, Castelbelforte, Cavriana, Ceresara, Commessaggio, Dosolo, Guidizzolo, Pieve di Coriano, Piubega, Pomponesco, Redondesco, Rivarolo Mantovano, Rodigo.

 

La novità di maggiore rilevanza è la sottoscrizione, anche per il 2017, del verbale di accordo con il comune di Mantova, dal momento che durante l’amministrazione precedente non esistevano relazioni sindacali: un accordo importante sia per la sua valenza politica ma anche per i suoi contenuti, che ha inciso molto sulle politiche di redistribuzione del reddito. Infatti la soglia di esenzione dell’addizionale comunale si è alzata da 18.000 a 22.000 euro, fino a 1350 euro al mese, (si ricorda che l’aliquota è tra le più basse della provincia: 0.40%) aumentando la platea degli esenti a ulteriori 4.600 mantovani, che si aggiungono ai 16.400 cittadini già esenti, su un totale di 36.000; si è definito un elevato stanziamento per il welfare locale (1 milione e 100.000 euro in più della precedente amministrazione) e per le politiche di contrasto alla povertà (un fondo di un milione e 400.000 euro); sono stati assegnati 500.000 euro per tirocini ed incentivi per i giovani dai 16 ai 29 anni, nonché 34 nuove assunzioni a tempo indeterminato da concorsi pubblici nel triennio.

Spesso il perdurare della crisi ha fatto pensare che come unica soluzione ci fosse quella di tagliare sullo stato sociale, considerato un fardello pesante e un costo da limare. I fondi nazionali per gli interventi sociali distribuiti alle regioni sono diminuiti e risultano sempre residuali rispetto ai bisogni reali. Ormai per le amministrazioni comunali non esistono più servizi consolidati e scontati, tutti possono essere rivisti e messi in discussione in funzione delle risorse: da quelli per gli anziani, i più elementari come il SAD, i pasti a domicilio, il trasporto protetto, fino a quelli più articolati che mettono in campo le tutele per garantire la domiciliarità il più a lungo possibile, come i centri diurni o gli ADI, a quelli per i minori , come il servizio di trasporto scolastico o la mensa, al piano per il diritto allo studio, all’edilizia scolastica pubblica, a quelli per il benessere e i buoni stili di vita della popolazione . Così come pesa sempre di più la spesa per i ricoveri nelle strutture protette di anziani, disabili e minori.

La lotta all’evasione fiscale costituisce uno strumento efficace, oltre che per garantire equità, per recuperare risorse e reinvestirle nei servizi: da segnalare esperienze virtuose già realizzate da parte di alcuni Comuni, come Asola, Curtatone, Goito, Castiglione delle Stiviere, che nel recupero dell’evasione fiscale, in particolare IMU ed ex Ici, hanno contrastato l’evasione fiscale, riportando alla luce importati risorse per le casse Comunali e reso più giusto il sistema fiscale locale.

 

La questione abitativa pubblica continua ad essere una vera e propria emergenza ed i modelli di risposta costruiti attorno ad essa vanno rivisti, in una logica differente dal passato. Non solo perché di edilizia pubblica non se ne è parlato più per molto tempo, ma perché è diventato indispensabile adottare politiche abitative regionali e locali orientate all’housing sociale: dove l’edilizia pubblica diventa un fattore di risposta abitativa e di salvaguardia del tessuto urbano e scociale di un territorio. Parlare di casa oggi vuol dire anche parlare di integrazione sociale, perché la questione abitativa è condizionata dai processi di precarizzazione e di impoverimento sociale. Importanti accordi sulla morosità incolpevole sono stati realizzati dal sindacato degli inquilini, a sostegno delle persone in difficoltà, con i Comuni di Mantova, Borgo Virgilio ed Asola.

Attenzione particolare è stata destinata anche alle risorse destinate all'istruzione, attraverso il piano del diritto allo studio elaborato in stretta intesa con le scuole del territorio, e all'edilizia scolastica. Parallelamente si è posta la richiesta di servizi di pre e post scuola, insieme al trasporto scolastico, per garantire alle famiglie una migliore possibilità di conciliazione fra le esigenze familiari e gli impegni di lavoro.

 

Abbiamo inoltre chiesto ai Comuni di aderire a due protocolli che sono stati sottoscritti in prefettura nell’autunno del 2015: il primo sugli appalti pubblici (concernenti i servizi socio-sanitari, assistenziali, educativi e multiservizi), al fine di eliminare il fenomeno degli appalti “al massimo ribasso” e di tutelare le lavoratrici e i lavoratori; il secondo sullo svolgimento dei percorsi di integrazione attraverso attività volontarie, formative e gratuite di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale ospitati in strutture temporanee di accoglienza o in Centri SPRAR.

 

La negoziazione 2017 si è inoltre conclusa con un ciclo di 12 assemblee unitarie zonali, organizzate nei comuni principali, ma nelle quali sono stati invitati anche i cittadini di altri comuni limitrofi. Questi momenti pubblici sono serviti principalmente come restituzione dei risultati della contrattazione nell’anno in corso, ma anche per raccogliere i suggerimenti per la piattaforma 2018, che si è posta l’obiettivo di essere il più inclusiva possibile e di tenere conto dell’esperienza del lungo trascorso negoziale.

Le proposte:

  • Lavoro: creare occasioni di confronto specifici, destinare fondi anticrisi per i momenti contingenti di difficoltà, investire sull’inserimento lavorativo dei giovani;

- Fiscalità locale: prevedere soglie di esenzione per l’addizionale IRPEf comunale e una progressività nelle aliquote, oltre che l’utilizzo dell’ISEE come strumento di giustizia fiscale

- Riorganizzazione della macchina comunale, attraverso economie di scala e forme di aggregazione dei Comuni (unione, fusione, gestione associata dei servizi).

- Welfare: mantenere e rafforzare la spesa per lo stato sociale, dagli anziani ai minori, per le famiglie in difficoltà e per tutti gli interventi per i servizi socio assistenziali riferiti alle fragilità sociali e alle condizioni di reddito;

- Progetti specifici: affrontare il disagio crescente dei minori con azioni ad hoc e prevenire/contrastare i fenomeni della violenza di genere e del bullismo;

- Piano del diritto allo studio: sostegno alla progettualità delle scuole;

  • Casa: destinare risorse allemergenza abitativa, sia per le situazioni di sfratto che per la morosità incolpevole;

  • Richiesta a tutte le amministrazioni della predisposizione della carta dei servizi quale strumento di informazione e i tutela dei diritti;

  • Richiesta di recepire gli accordi in veri e propri atti amministrativi.

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